Feeds:
Articoli
Commenti

La Mia Casa

Amici tutti, sorryyyyy!!!! Per la mia assenza prolungata dal mio e dai vostri blog. Ma non è stata cattiveria, solo la ristrutturazione della casa dove tra poco ci trasferiremo. Eh si, si lascia la microcasa per una casa più grande, che è stata totalmente sventrata e ricomposta da un paio di mesi a questa parte. Hanno lavorato gli altri, è vero. Ma è stato stressante assai lo stesso. Sarà perchè sono un’ansiosa cronica, perchè i prevedibili imprevisti mi hanno fatta agitare parecchio, perchè tutte le sere della settimana dopo il lavoro e tutti i we sono stati esclusivamente dedicati a muri, pavimento, misure da prendere e riprendere, soluzioni da trovare, gente da contattare e saper prendere nel momento giusto, ecc ecc … Insomma è un bel po’ alienante, soprattutto se, vivendo da parecchio in due in una microcasa di 24 mq, si è totalmente impreparati a quante cose si possano fare, disfare ed inventare in uno spazio più generoso. Allora mi sono lasciata prendere la mano e ora che la nuova casa è quasi finita non mi sembra vero.

La bellezza di questa casa sta nei ricordi che ci sono dentro, nell’anima che ci vive dentro, nell’amore che c’è stato. In quella casa ci hanno vissuto per anni due persone fondamentali per la mia vita, che mi hanno cresciuta e amata, che si sono molto amate a vicenda. In quella casa c’è stata una lunga malattia, una calza della befana appesa ad una cappa, le mie pentoline arancioni; la pasta al pomodoro, le chiacchiere e le coccole, l’odore rassicurante che solo la casa dei propri nonni può conservare. C’è parte della mia vita trascorsa davvero felicemente e un altra parte che comincia con altrettanta felicità. Un nuovo pezzetto di famiglia, nuove fotografie, e quelli che diventeranno nuovi ricordi.

In questi momenti penso alla mia fortuna, all’amore immenso che ho intorno a me, che non è cosa comune nè scontata ma preziosissima, vitale ed eterna. Perchè quei ricordi sono una forza incrollabile ed inesauribile che mi accompagna e mi accompagnerà sempre.

Anno nuovo, chiacchiere nuove. Cominciamo in bellezza, sebbene con un certo ritardo, raccontando cose piacevoli. Perchè in vacanza ho letto molto, persino davanti ad un caminetto acceso con la neve fuori dalla finestra, calzettoni termici ai piedi ed un teuccio fumante a tenermi compagnia; poi perchè i tanti bei progetti proseguono e prendono pian piano forma; poi anche perchè sono tornata a lavorare con entusiasmo; e perchè, infine, queste sere mi sono messa ai fornelli tirandone fuori qualcosa di semidecente.

Insomma: ho novant’anni! Ma che vita spericolata, eh?! Il problema vero è che sono contenta, anche molto.

Il problema è che la mia creatività si è espressa in un malsano, piccolo desiderio: ho deciso di iscrivermi ad un corso di taglio e cucito per farmi i vestiti da sola.

E’ ufficiale.

Non sono una sexy e spericolata trentenne.

Sono una noiosa parruccona.

Stop.

Felicità

Intorno fremono idee. Pacifiche. Belle. Spiazzanti. Dentro c’è felicità. Grande. Serena. Azzurra. Una felicità di quando mi sento in pace con il mondo e finalmente ricaricata di energia. Stanno accadendo cose belle e desiderate, sto pian piano comprendendo che il cambiamento, quando davvero lo si desidera e ci si lavora, è una realtà possibile. Io mi sento più forte, capace di scrollarmi di dosso tante zavorre che sapevano solo rallentarmi. Io riesco a pensare a ciò che ho, a vederlo, a metterlo a fuoco. E mi sembra che la realtà guardata in questo modo prenda forma e dimensioni del tutto nuove ed inaspettate.

Tra le altre cose interrotte che ho ripreso c’è la scrittura, attività che avevo abbandonato da tempo. E questo mi fa anche pensare in modo diverso. Guardare in modo diverso. E sprecare meno tempo in ciò che non mi interessa più. Io ritrovo il mio nido, fatto di persone che amo, ritrovo posti già cari e posti che lo diventeranno, riprendo una strada percorsa che è davvero la mia, una strada dove procedo sicura perchè soltanto là io sono felice, sono me stessa pienamente. Senza condizionamenti, senza distrazioni, senza persone di passaggio. In quel bosco ci sono le rocce sulle quali passano aria, sole e pioggia, le rocce che sono solo mie, le rocce che hanno braccia per accogliermi ogni volta.

Caro Mario…

Tempo poco, anzi pochissimo, per scrivere sulla mia pagina bianca. Cose tante, da fare, organizzare e realizzare. Momento bello e bei progetti che stanno pian piano prendendo seriamente forma. Continua a diluviare, gli studenti a manifestare, le idee a muoversi finalmente in maniera vitale ed energica intorno. Ed io mi aspetto e confido che questo sia un risveglio sempre più consistente e sano. Che non sono affatto d’accordo col nanaccio, perchè per me gli studenti seri e col cervello attivo, in questo momento non stanno chiusi in casa a studiare, ma sono per le strade a far sentire la loro voce, a difendere il proporio presente e futuro, ad unirsi e a parlare, ad interrogarsi e infine a pretendere quelli che sono non capricci ma diritti. Non è più  il momento di arrendersi a ciò che non va nella direzione giusta, è ora di accendersi e continuare a sperare e a lavorare per queste speranze, è ora di sbattersi senza sosta, di far correre le idee, di costruire e credere fermamente. Non è il momento di fermarsi, nè di tirare il fiato, perchè solo con la fatica e con la convinzione quelle idee sapranno moltiplicarsi, prendere forza, diventare inarginabili ed incontenibili, trionfando, trovando risposta, accoglimento, rispetto.

Continuo a credere che esistano persone in gamba, persone che nonostante tutto continuano ad aver fede nel cambiamento e a lavorare per far si che esso possa concretizzarsi, persone che non si limitano ad alzare le spalle e a vivere un’esistenza priva di speranze e di grandi ideali. E’ per queste persone che provo stima e rispetto, per chi si interroga e non ci sta ad accettare che il suo paese vada in malora.

Confortante e rincuorante leggere nei commenti al precedente post osservazioni e punti di vista su “Vieni via con me”, bello che ci sia una reazione, che si muovano idee, domande e pensieri diversi. Perchè vi assicuro che in questi giorni ho provato molta amarezza e delusione nel constatare che molte persone intorno a me non abbiano alcuna opinione in merito. Così, mentre lui ed io nella microcasa commentavamo e ci entusiasmavamo ascoltando finalmente parole tanto attese dette chiaramente e senza mille giri e giretti, molti intorno a noi non erano minimamente interessati alla cosa. Ho ascoltato, la mattina dopo la prima puntata del programma, alcune persone dirmi che non se ne può più di vedere programmi che parlano di cose tristi che portano alla depressione. E certo. Meglio il Grande Fratello, meglio i plastici di Bruno Vespa, meglio il mitico TG1, programmi edificanti che dandoci in pasto tette plasticose e culi sodi, ospiti illustri quali Parietti e Palombelli, informazione nauseante, ci tirano un bel po’ su il morale e l’autostima. Il fatto tragico e desolante è che a dirmi questo è gente mediamente istruita, è gente che proviene da famiglie che hanno messo a disposizione tutti gli strumenti per conoscere e vivere a contatto con la realtà, è gente che ha goduto ed ancora gode di questo grande beneficio. Ma è gente che, nonostante ciò seglie deliberatamente di non farne uso alcuno. E’ gente che non legge e che non ascolta, che non ha la minima aspirazione a migliorarsi e migliorare le cose, è gente che se ne sta rinchiusa dentro se stessa e anche lì dentro vive da miserabile.

Sono molto incazzata e non mi spiego come faccio a provare ancora tanta delusione e feroce desiderio di urlare in faccia a queste persone, anzi si me lo spiego ammettendo la mia incondizionata e del tutto immotivata fiducia nell’essere umano.

Alloa penso agli studenti, la parte che in ogni paese dovrebbe essere quella più vitale e pronta, più combattiva e preparata, in queste ore sta manifestando. In un modo diverso dal solito. Ed il mio pensiero va a loro, che per fortuna ricordano ancora di essere vivi. Il mio pensiero va alla parte bella di questo paese, quella che combatte e che non si dà pace, che non ci dorme e che si incazza, che ha voglia di discutere e di risvegliare quegli imbecilli che ancora si permettono il lusso di non voler ascoltare, di non voler sapere, di sbattersene di tutto, di dire (per citare le toccanti  parole di Eduardo De Filippo ricordate lunedì sera proprio dal bel programma di Saviano): “E’ cosa da niente”.

Io sono felice della boccata d’aria che tutti dobbiamo a queste quattro puntate. Perchè credo sia di fondamentale importanza che queste parole siano state democraticamente messe alla portata di tutti, che siano state poste all’interno della tv che splende mostruosamente in tutte le case, che ci sia finita sopra per caso, anche solo per un attimo, quella gente che rifiuta le pagine di un libro, di un giornale, quella gente che non parla che di se stessa, che lo fa con boria, che preferisce astenersi completamente dall’esercizio di un pensiero qualunque. Sono grata perchè anche quell’attimo può essere stato una scintilla, una piccola spinta a porsi una domanda sulle mafie, sulla politica, sul coma vegetativo, sulla violenza usata alle donne, sui diritti dell’essere umano, sul significato della parola rispetto, sul concetto di cultura, sulla situazione in cui le carceri versano nel nostro paese, su almeno una di tutte queste immense cose.

 

 

Caricata A Pallettoni

Oggi ho lavorato a tremila all’ora ed ho macinato assai. Sta a vedere che questo lavoro comincia ad appassionarmi e che comincio a farlo anche bene… E poi non ho avuto neanche il tempo di pensare ad altro, cosa che a volte sa rivelarsi positiva. Insomma, la settimana è cominciata meglio di quanto sperassi. Stasera seconda puntata di Saviano: aspetto i vostri commenti domani… E ora filo a casa!

Quello che scrivo nel blog è la maggior parte delle volte un incoraggiamento a me stessa. Oggi posso dire: propositi falliti. Continuo a faticare molto nel mettere da parte la mia emotività, o meglio a dosarla, usandola almeno un po’ a mio favore. Risultato: spesso, come oggi, mi sento ferita e non capita. Parto sempre con estremo entusiasmo e il desiderio è quello di coinvolgere in esso le persone che amo. Ultimamente non mi riesce tanto facilmente e la cosa mi pesa abbastanza. La domenica mi ha sempre un po’ immalinconita…