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Archive for ottobre 2011

Mi ero ripromessa di non farlo, di non commentare quello che è successo durante la manifestazione di sabato, ma proprio non ce la faccio. Soprattutto dopo aver guardato un’intervista ad una delle ragazze che ha ben pensato di manifestare la sua presenza in piazza lanciando sassi e bastoni contro la polizia che “vietava di manifestare”. Eh no, mia cara. Sei stata tu, come gli altri tuoi degni compari, ad impedire a me e tanti altri di manifestare pacificamente e senza l’angoscia e la paura di vedermi arrivare in testa un sanpietrino. Non accetto di sentire che tu “sei una donna incazzata perchè non trovi lavoro, perchè lo Stato non ti aiuta con la tua bambina”, perchè se fossi veramente incazzata, non andresti a devastare quello che è anche tuo o comunque  di persone che si sbattono dalla mattina alla sera per cercarsi un lavoro o per mantenerselo a fatica. Mia cara, non accetto che tu ti definisca “anarchica”, piagnucolando poi che le tue devastazioni sono la tua protesta contro lo Stato che non ti aiuta, perchè è troppo comodo e perchè non sai neanche quello che dici. Per me sei una persona violenta e vuota, che non trova altro strumento che la violenza cieca, che non ha forse mai riflettuto in vita sua su cosa significhi libertà. Del resto anche per parlare devi coprirti la faccia e nascondere la tua identità. Che tristezza pensare che ti sia lasciata manipolare così, magari per due soldi o solo per una manciata di promesse o di qualche esaltato ideale. Che tristezza pensare chetu sia per giunta una madre che dovrebbe insegnare a sua figlia come stare al mondo, darle gli strumenti per vivere in una società, a contatto con il prossimo. Che tristezza pensare che tu ti creda libera, ribelle, autorizzata a mettere in pericolo la vita degli altri, a fare scempio di una città, a profanare un luogo sacro, a distruggere con la tua violenza e stupidità il senso di una manifestazione importantissima.

Io che sono libera davvero, di pensare, di esprimermi e di scrivere, non con un sasso ma con poche righe ti dichiaro pacificamente il mio più profondo disprezzo.

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Tra i progetti del cazzeggiante autunno, ho ben pensato di inserire un bel pomeriggio con le amiche all’insegna del baratto. Ho fatto tutto per benino, con tanto di invito mandato a tutte per e-mail, poche e semplici regole per un baratto divertente e messo a disposizione la mia nuova casetta ancora non infetstata da molti mobili. Approfittando del momento propizio, che vede la maggior parte delle mie amiche impegnate in un trasloco e tutte nell’odiato cambio di stagione, ho pensato di non perdere questa occasione e mettere in pratica quello che da un bel po’ di mesi leggevo nei vari blog e su internet. Eh si perchè di questi swap parties, come li chiamano quelli più seri di me, in Italia se ne organizzano sempre di più e quelli casalinghi hanno un sapore davvero divertente. Sono molto curiosa di vedere come andrà a finire e se vi interessa, vi terrò aggiornati sullo svolgimento e soprattutto su bottino di guerra. Comincio col dire che tutte hanno risposto positivamente all’invito, alcune con un entusiasmo inatteso e che sotto il letto la mia scatola del baratto è quasi piena…

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Dalla Finestra Io Vedo

Il primo vero giorno d’autunno, con il cielo grigio e la pioggerella, che immalinconisce e mette anche un po’ di sonnolenza. Il traffico che sembra essere impazzito più del solito, le facce stropicciate del venerdì, progetti per un fine settimana all’insegna della lentezza. Ottobre è sempre stato uno dei miei mesi preferiti, per i colori e i progetti pronti a schiudersi, a metà tra le vacanze estive e i nuvoloni, le sciarpe, la voglia di stiracchiarsi nel letto.

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