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Archive for marzo 2010

Eccheccazzo!

Da Bologna ieri sera lo speciale “Raiperunanotte”, organizzata da Michele Santoro e dal sindacato dei giornalisti Fnsi contro la decisione di sospendere i talk show politici in Rai. Boom di contatti sul digitale e sul web (forse il più grande streaming della storia del web in Italia), tantissima la gente nelle piazze. E una grande speranza, quella che l’Italia si dia una svegliata una volta per tutte. Parlano i giornalisti e apprezzo soprattutto gli interventi di Lerner e Gabanelli, esplode Daniele Luttazzi che, affonfo dopo affondo, si prende una meritatissima rivincita dopo otto anni di silenzio imposto; ma a colpirmi più di tutto sono le parole, profondamente vere in tutta la loro asprezza, di Mario Monicelli. Parole asciutte ed impietose che non lasciano scampo. Gli italiani accettano tutto, accettano anche il dittatore, perchè il dittatore conduce prendendosi apparentemente il peso delle decisioni, e poi quando vengono delusi, allora lo appendono a testa in giù. Noi italiani, unico popolo a non aver mai fatto una rivoluzione, perchè la rivoluzione ha prezzo alto anche in termini di sangue, potremmo riscattarci agli occhi di noi stessi e del mondo soltanto facendola. Questo in sostanza il discorso, questo lo specchio che ci viene messo di fronte alla faccia. Ci riconosciamo? O vogliamo voltare lo sguardo e continuare a tirare a campare, male per giunta? I volti che vedo sono moltissimi e la cosa bella è che la maggior parte appartengono a giovani. Volti che hanno scavalcato i normali canali e le vie battute, aggirando la censura e i blocchi imposti, fuoriuscendo da un argine che si è fatto, negli ultimi mesi sorattutto, davvero troppo angusto. Si salta, ecco che si fa in questi casi, e si salta in massa, ci si informa, ci si unisce, si comunica e si cerca di contagiare e coinvolgere tanti altri, si va a votare e si riacquista, finalmente, la propria dignità. ECCHECCAZZO!

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Il Piccolo Uomo

Oggi ho avuto una grande lezione di vita da un piccolo uomo. Che nonostante tutto non perde il sorriso e si rimbocca le maniche con invidiabili entusiasmo e voglia di fare. Allora le piccolezze cadono e le incazzature quotidiane riprendono la loro giusta forma, perchè un incontro tanto prezioso sa farmi avvertire prepotentemente la necessità di attingere dalla forza di questo inaspettato esempio.

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http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2010/03/22/acqua-sempre-piu-cara-e-sempre-meno-potabile/?ref=rephpsp1

Pensiamoci un po’ su…

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Ru486

Signori, ma soprattutto signore e signorine capitate su questo blog, andate a leggere questo articolo e fate le vostre belle considerazioni:

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/18/news/fazio-pillola-2750524/

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Ieri avevo scritto un lunghissimo sfogo-post su tutte le ragioni per andare a votare tra pochi giorni. Alla fine ho scelto di non pubblicarlo, perchè ero stata capace, con quell’infinito pistolotto, di annoiare e mettere di pessimo umore persino me stessa. Si, perchè mi sono resa conto che anch’io, come tante altre persone piene di speranza, avverto un po’ di stanchezza, mancanza di motivazione e molta amarezza che da quest’ultima è generata. Allora cerco di fare un discorso più breve e sicuramente più onesto di quello che ho partorito ieri, un discorso retto su un’unica e banalissima convinzione di fondo: si deve andare a votare almeno per buonsenso, perchè continuare così non si può davvero. Continuare così vuole dire far morire il paese in cui tutti, e non solo noi che votiamo a sinistra, viviamo e viviamo male. Perchè non si tratta più di una questione ideologica (quella evantualmente può avere senso dopo), no, si tratta prima di tutto di una necessità stringente, urgente, vitale, quella di porre un freno immediato alla valanga di merda che ci è già arrivata al collo.

Vedete un po’ voi…

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Io ci ho provato, giuro
a chiudermi in me stesso
e non considerare il resto
ho parcheggiato il mio disagio in un cassetto
e vivo placido e composto
anche con lei, che non l’amavo
non l’amavo, non l’amavo
e non l’ho detto
ma in tutto questo il solo vero risultato
è che c’ho il fegato più grosso
molto più grosso
perciò scusate se non tengo
il giusto atteggiamento
scusatemi se rido e perdonatemi se piango
mi si è intasato il filtro
ci avrò il drenaggio guasto
qualsiasi sentimento me lo trovo scritto addosso…
e manifesto
e manifesto
e manifesto
e manifesto
“ama il prossimo tuo come te stesso”
io ci ho provato, giuro
io nella macchina non c’ho nemmeno il clacson
per non essere del minimo disturbo
e anche così, che non volevo
non volevo, non volevo
ma l’ho fatto
ho trattenuto così bene e così a lungo
che alla fine me la sto facendo sotto
perciò scusate se non tengo
il giusto atteggiamento
scusatemi se grido e perdonatemi se svengo
è pieno il disco fisso
sarà finito il nastro
adesso sono un toro, io
che sta vedendo rosso…
e manifesto
e manifesto
e manifesto

qualsiasi sentimento me lo trovo scritto addosso
e muoverò le mani
e non aspetterò domani
bambina se rimani
riprendo il mio megafono
e speriamo che funzioni
e manifesto il mio disagio personale
e culturale nel contesto, in cui protesto
perché non voglio più tenermi dentro tutto
dal momento che non posso
che non ci riesco
e manifesto l’inquietudine morale
di chi non si sente onesto
stando nascosto
perché non posso rimanere lì nell’angolo
se no divento matto…
e mani in alto
e mani in alto
e mani in alto
e mani in alto

e manifesto
e manifesto
e manifesto
e manifesto

“Manifesto”, Daniele Silvestri

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Sorvolando su quanto accaduto nelle ultime ore, mi astengo dal commentare e dico soltanto che sabato andrò alla manifestazione. Con quel filo di speranza che mi tengo stretto. I pensieri sono tanti, diverse e piuttosto amare le riflessioni, secca la rabbia.

Ma devo dire che, nonostante io viva in un paese nauseante e nauseato, riesco a concentrarmi ancora sui raggi di luce che ci sono intorno e anche dentro di me: continua l’officina del guerriero, esplode la mia voglia di essere ottimista e si rimette in moto persino il laboratorio delle tre erre. L’inverno, quello stronzo,  invece non se ne va, mi resta attaccato alle coperte rendendomi pigra anzi pigrissima. Sono di buonumore per alcuni acquisti tanto desiderati e finalmente fatti per la microcasa, che per questa settimana ha smesso di essere un campo di battaglia e riacquistato sembianze rassicuranti che sanno abbracciarmi rosse quando la sera torno stanca e anche lui.

Sono contenta anche per la mostra di Hopper, la passeggiata sullla spiaggia di domenica, la cenetta e le risate di ieri sera tutti insieme, i sassolini sciocchi e fatidiosi tolti dalla scarpa in un momento, i programmi belli per il we, il fatto che sono innamorata di tante cose e di una persona dolce soprattutto.

Questo post sembra un elenco della spesa spiegazzato riemerso dalla tasca del cappotto. Ma non importa.

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