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Archive for giugno 2009

L’impero del male non vincerà. Questa è la notizia.
No, non stupitevi, è così.
Ne ho parlato stamattina con la mia colite. Le ho spiegato dolcemente e con pazienza che tra noi non può più funzionare, che dobbiamo separarci, prendere ognuna la propria strada.
Questa convivenza non può più andare.
Si è offesa e risentita. Come darle torto: dopo anni di vita gomito a gomito non è facile dire basta, dire ok è finita.
“Ma come, ora che il tuo contratto a progetto è più scaduto degli yogurt che hai nel frigorifero, neanche ora che ti prendono per i fondelli di mese in mese senza darti neanche mezza risposta e ti pagano una barzelletta, nemmeno adesso mi vuoi?”, mi chiede mentre mi gusto lentamente il cappuccino e sono già in ritardo di dieci minuti. Con i baffi di latte e placidamente come una gatta cicciona sdraiata al sole, le rispondo “no”.
Ne ha fatto una tragedia ed è diventata secca secca e verde: “Come?! Neanche adesso che lo psiconano si appresta a fare frizzi lazzi e rutti al G8 sotto gli occhi amareggiati del mondo e degli aquilani?! Neanche adesso che i giovani manifestano per libertà a Teheran e per questo vengono ammazzati?! Neanche adesso che tutto gira nel verso sbagliato e tu continui invano a navigare controcorrente sulla tua barchetta di carta destinata ad affondare?!”.
L’ho lasciata sfogare, e le ho spiegato come si fa con i bambini piccoli.
Non è che io non provi rabbia e frustrazione imprigionata in una realtà che ricorda in modo inquietante le pagine ironiche dei libri di Stefano Benni, in un mondo dove è tutto alla rovescia e la violenza a volte si impossessa anche di me Margherita dolcevita in carne ed ossa; è vero che mi sento sola in un mondo che se ne sbatte del senso profondo e anche più semplice di tante cose; in un mondo di adulti mai cersciuti ed incapaci di ascoltare la voce del prossimo. Io sono triste, tristissima e mai mi arrenderò a questo stato di cose, alla gente che si lascia vivere, che non legge, che non domanda, che si rifiuta di vedere, che non si informa, che decide di lasciar fare. Tutto e a tutti.
Ma ho capito anche che la mia è una strategia perdente. Se mi incazzo non faccio in modo che le cose cambino. Se agisco lucidamente, forse riesco a trovare il modo di migliorare qualcosa. Con pazienza e lentamente, ma ce la faccio di certo.
L’intelligenza non mi manca, la testardaggine neppure. E di alleati in questa guerra pacifica ne avrei tantissimi, lo so.
Però prima devo lavorare su alcune cose e la prima è liberarmi di presenze negative, per il mio corpo e soprattutto per il mio spirito.
Cominciando da quelli più facili da eliminare, ho cacciato di casa la mia colite.
Se ne andata sbuffando e lanciando anatemi, e lo so che è cocciuta e tornerà a trovarmi: la cosa essenziale è organizzarmi per tempo e non dargliene modo: siliconare porte e finestre e rendere il mio corpo una fortezza inespugnabile.
“Io sono forte ed intoccabile”, ripeterò come un mantra, “e nessuna energia negativa avrà posto dentro di me”.
Serviranno tenacia e pazienza.
Si comincia.

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Il mio secondo lavoro ha a che fare col turismo.

Tra le tante mail che mi capita di ricevere ieri ne arriva una davvero interessante da un signore che si chiama A. e gestisce un agriturismo in Abruzzo. La risposta del signor A. alla mia e-mail è molto garbata e dignitosa, ma trasuda frustrazione e rabbia. Da quando c’è stato il terremoto la gente non prenota più vacanze o fine settimana in alcuna zona della regione. Lui non ha più richieste, anche se la sua casa è in una delle zone più belle e risparmiate dal tragico evento. Sarebbe disposto anche ad abbassare ulteriormente i prezzi, ma nessuno lo contatta. Il signor A. mi dice che di tutti gli aiuti che il governo ha promesso, di tutti gli sms inviati, di tutti i concerti organizzati per raccogliere fondi per la ricostruzione, lui se ne frega. E che i giornalisti sono stati degli avvoltoi ed hanno rimestato nel dolore fino alla nausea, senza alcun pudore nè decenza. E mi scrive “Il miglior modo per aiutare l’Abruzzo è andarci in vacanza”, tornare a volerne vedere il volto bello e non più solo quello martoriato edeturpato.

Capisco, ha ragione signor A., e mi viene voglia di rassicurare e promettere un sacco di cose, ma capisco anche che anche la gente è stata letteralmente bombardata da immagini e racconti che non si possono cancellare dalla mente, ed è ancora impaurita.  E che è più facile mandare soldi e pensare “qualcosa l’ho fatto”, invece di prendere e andare. Però bisogna ripartire e questo mi sembra davvero un bel modo di farlo, forse anche il più vero e discreto, dopo  tante promesse gridate e spettacolarizzate ben presto e miseramente disperse nell’aria.

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Le elezioni sono andate male. Male in Italia, male in Europa. L’ondata razzista è violenta, massiccia, pesante. Ci penso e neanche mi andava di scrivere questo post, perchè un po’ sono delusa, un po’ amareggiata, ma arrabbiata poco perchè purtroppo me l’aspettavo. Mi aspettavo questi risultati e mi aspettavo soprattutto chedi fronte a tali risultati nessuno si mettesse minimamente in discussione. Così il voto perde il suo senso, perchè nessuno, pure davanti ad un invito chiaro e pesante, prende quel poco di dignità e di faccia che gli è rimasta e capisce che è ora di andare a casa e mettersi a fare altro. Che non lo capisca la destra ci sto, dalla destra non mi aspetto niente di diverso dal peggio, che non lo capisca il PD l’ho pian piano capito e infatti il mio voto non lo ha preso stavolta, che non lo capiscano neanche personaggi dubbi e permettetemi anche diventati ormai squallidi e penosi come Ferrero e Diliberto che continuano a prendere due voti e non si scollano lo stesso di dosso, è inaccettabile. Come cazzo si fa a non avere neanche un minimo di dignità, come si fa ad avere questa faccia di bronzo… Lo dico, ho votato Rifondazione Comunista per un bel po’ di volte, poi ha prevalso la nausea e la disillusione. Non basta mica il nome e neanche fregiarsi di ideali che poi non si è disposti a portare avanti: ci vogliono persone pulite, oneste, chiare e soprattutto gente che sia disposta a dire “si, ho sbagliato, ho fatto una gran cazzata”. E invece ci resta il solito manipolo di miserabili.

Sono triste e sono anche un po’ stanca di essere presa in giro. E intanto le letterinevelinepasticcine Matera, Comi e Ronzulli sono da poche ore deputate europee, la Lega miete sempre più larghi consensi, il faccione del nano imperversa ovunque con il suo inquietante sorrisone da Joker.

Contro tutto questo, il mio voto l’ho dato all’Italia dei Valori, a persone che stimo, come Pancho Pardi e quelle nelle quali confido, come De Magistris. A persone che un minimo di fiducia me la danno, che mi sembrano oneste e che mi auguro usino il mio voto per mettere in pratica ciò di cui tanto hanno parlato.

Io sono qui che aspetto.

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