Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2009

Il primo aggettivo che mi viene in mente è IMBARAZZANTE, il secondo è INQUIETANTE.

E ciò a cui mi riferisco è il Congressone in pompa magna del Pdl.

Catartica cerimonia di incoronazione, nuova e oceanica investitura, migliaia di faccione rosse ed urlanti, bandiere ed orchestra, ovazioni, simboli, cieli azzurri e sereni a condire il battesimo della nuova “creatura”.

…e come direbbe il buon Cetto La Qualunque: CAZZU CAZZU !!!

Uno spettacolo davvero vomitevole tutta quella gentaglia inutile e priva di contenuti agitarsi e darsi un tono da grandi condottieri. Una banda di incompetenti ignoranti, di volgari e squallidi personaggi che spacciano mediocrità e luoghi comuni impacchettati e infiocchettati. Perchè quando si deficita di argomenti (e mica solo di quelli), è alla forma che ci si deve aggrappare … è al look delle ministre miss pescate qua e là da un programma televisivo e una televendita di pentole, alla più squallida e trita demagogia, alle promesse più fantasiose ed improbabili, al ce l’ho duro anzi durissimo!

E in un paese come il nostro ce la fai, ci riesci facilmente ad ingannare tutti. Basta poco. Basta nutrire un po’ gli animi delusi, ma troppo imbolsiti e pigri anche solo per riuscire pensarsi un po’ critici; basta poco per dar loro in pasto la monnezza spruzzandoci sopra un po’ di profumo, dozzinale per giunta.

All’italiano medio basta poco per essere contento, per cullarsi nella sua mediocrità, confondendosi con il resto senza prendere alcuna posizione. L’italiano medio mica ha la pretesa di vivere, gli basta sopravvivere come un topo zozzo negli angoli.

Perchè l’italiano si merita il miserabile spettacolo offerto da quel piccolo essere di Brunetta, che riesce persino nell’impresa di prendersi sul serio, CAZZU IO, e si autoelogia ed autoesalta fino alle lacrime; e i giovani italiani si meritano che a rappresentarli sia Giorgia – ao taccccitua – Meloni, cui manca solo la bestemmia, una grattatina alle palle ed una bella scaccolata per completare il raccapricciante quadretto di una generazione, anzi di un paese intero, al collasso.

L’Italia si merita il ducetto fiero della sua folta chioma e compiaciuto della sua boria, attorniato da mostri, saltimbanchi e giullari che aspirano ad essere i suoi degni cloni.

Bambini che giocano a fare i ministri della guerra, a dire paroloni, recitando la propria parte in un teatro costruito ad arte, sorretti da una scenografia sfavillante e rumorosa chiamata a confonderne le grossolane mancanze, le enormi deficienze.

Si merita di essere spolpata da questi feroci e avidi lillipuziani, da questi parassiti che, implacabilmente, divorano.

Perchè non esiste nulla di più colpevole che restare a subire questi spettacoli offensivi e violenti senza aprir bocca, senza dirsi schifati, oltraggiati, senza porre un limite di umana decenza al cattivo gusto, alla menzogna, all’illegalità. Pacificamente, ma instancabilmente, opponendosi.

Read Full Post »

Una Speranza

saviano-emmevi111.jpg

Qualche riflessione sulla serata di mercoledì dedicata a Roberto Saviano e alla sua lotta.

Parole bellissime, commoventi, importanti.

Una lezione non solo di giornalismo, ma di vita. Tante cose sulle quali riflettere.

E un abbraccio bellissimo tra questo ragazzo coraggioso ma con gli occhi comprensibilmente provati e due tra i migliori scrittori contemporanei, Paul Auster e David Grossman.

Un abbraccio di solidarietà e di conforto, di unione e comprensione.

Perchè le parole possono muovere le coscienze, cambiare le cose. Questa è la speranza.

La speranza in un mondo diverso e migliore, la speranza di partecipazione, la speranza che la verità e il coraggio non restino voci isolate, che le persone come questo ragazzo dagli occhi che feriscono non restino mai sole, non siano mai isolate. Perchè questo è l’obiettivo: emarginarli, screditarli, gettar loro addosso fango e silenzio. E se questo accade, se noi permettiamo che accada, siamo tutti in pericolo, in ginocchio, sconfitti.

Siamo noi gli infami, la rovina di noi stessi.

Read Full Post »

Che Faticaccia!

sonno.jpg

Stamattina traffico MICIDIALE. Un’ora in macchina. Mica si può. Un’ora infinita e stressante. Da non ripetere.

Quindi non ho molta scelta: non posso più  uscire di casa alle otto e dieci, ma per forza alle otto meno dieci. E questo è male. Perchè in questi giorni svegliarmi è diventato più difficile del solito. E il sanpietrino di ieri sera a cena ha reso il risveglio di stamattina ancora più arduo. Una balenottera spiaggiata. Mica bello.

Read Full Post »

clint.jpg

Questo è un micropost dedicato all’ignoranza compiaciuta.

Che è forse la cosa peggiore che esista.

Per due motivi:

1. l’ignorante compiaciuto non lo puoi combattere in nessun modo, perchè dovresti essere in grado di parlare il suo linguaggio

2. l’ignorante compiaciuto si riproduce tanto velocemente e abbondantemente che nemmeno i conigli

Oggi il mio ignorante compiciuto si è palesato alle ore 11.08, armato di boria e saccenza, trattandomi come una povera demente.

Ho sepolto dentro di me tutto ciò che avrei desiderato sputargli in faccia (e sarebbero state frasi gelide ed asciutte, ben piazzate come un calcio nelle palle che non ha e tremendamente offensive) … eh si, ho taciuto perchè la mia settimana è stata già abbastanza stancante, sterile e deludente. E non ho più energia da spacciare in giro. Soprattutto non ho tempo da perdere con un simile pezzo di coglione.

E poi anche perchè mercoledì ho visto al cine “Gran Torino”, che è un film stupendo, che fa soffrire ma anche pensare tanto e un insegnamento così non me la sento di sprecarlo.

Anche se per un attimo ho avuto voglia di imbracciare un fucile a canne mozze.

Anche se i buoni raramente riescono a vincere.

Anche se è una gran fatica essere civili, educati e superiori.

Perchè, forse, il miglior modo per eliminare l’ignorante compiaciuto non è insultarlo, che neanche capirebbe, ma ignorarlo completamente, trattandolo come la nullità che rappresenta.

Read Full Post »

… calma …

iii.jpg

…che io oggi NO.

Read Full Post »

mangocruz.jpg

Read Full Post »

iceage2-2.jpg

Read Full Post »

lentezza2.jpg

Ieri era la Terza Giornata Mondiale della Lentezza…e visto che tutto andava fatto con moooooolta lentezza, il post di ieri lo scrivo oggi…

L’idea è di un ex manager iperstressato pentito e mi leggo l’intervista… 

Con piacere scopro che nel mio quotidiano seguo naturalmente quasi tutti i punti del decalogo che questo saggio signore propone:

1. SVEGLIARSI 5 MINUTI PRIMA PER FARE TUTTO SENZA FRETTA

Questo lo faccio e riesco anche a fare colazione seduta, con i biscotti, la nutella, le fette biscottate e tutto il resto; senza bermi di corsa il caffè chiedendomi che ore sono e dove potrebbe essere sepolto l’orologio mentre mi trucco infilandomi le scarpe e controllando dove sono le chiavi (quelle me le dimentico puntualmente, però….)

2. SALUTARE LE PERSONE: IN CODA, IN ASCENSORE, AL BAR, IN UFFICIO

Lo faccio, l’ho sempre fatto, con estremo piacere, ma mi rendo conto che è una rara abitudine…che poi mi chiedo perchè la maggior parte della gente che nel quotidiano si comporta in modo del tutto asociale, ora è affetta da questo “volemose bene a tutti i costi, famo le rimpatriate, collezionamo ‘na cifra d’amici e de gggente” imposto da questo fenomeno maniacale che è diventato facebook? Cazzo, non vi strappo un saluto neanche se ci scontriamo, figuriamoci una chiacchiera o un mezzo sorriso (eppure antipatica non sono!) e su facebook impazzano amicizie e amori degli anni dell’asilo nido?! Ma allora c’è veramente qualcosa che non va…

Ho pericolosamente divagato, lo so…ma il mistero facebook mi attanaglia più del cubo di rubik…

3. SCRIVERE I MESSAGGI SUL TELEFONINO SENZA USARE ABBREVIAZIONI

Lo faccio e detesto la scrittura intuitiva che fa comporre parole come ashghufrle e iubnlkjdu, invece di quelle normali che uno vorrebbe. E mi manca anche la capacità di comprendere come si possa utilizzare più di un telefonino o più di una scheda nello stesso (una per la mattina, una per le chiamate private, una per quelle di lavoro, l’altra ancora per le vacanze di Natale), che per me il cellulare continua ad essere un enigma come il cubo di rubik di prima…e pure di facebook…ancora.

4. EVITARE DI FARE DUE COSE CONTEMPORANEAMENTE

…già fatico a farne una sola alla volta per benino…figurati due insieme che casino…

5. NON ISCRIVERSI IN UNA PALESTRA DALL’ALTRO CAPO DELLA CITTA’

…in palestra non mi ci iscrivo proprio…tiè!

6. FARE UNA CAMMINATA INVECE DI INCOLONNARSI NEL TRAFFICO

…quando posso lo faccio…

7. LA SERA LEGGERE INVECE DI GUARDARE LA TELVISIONE

Rinunciare alla televisione non è un problema e leggere mi piace di più…ma spesso la guardo comunque…e mi sciroppo pure qualche stronzata, da buona italiana media.

8. EVITARE QUALCHE VIAGGIO NEI FINE SETTIMANA E GODERSI LA CITTA’

…lo faccio anche perchè è moooolto più economico che partire…sigh!

9. NON RIEMPIRE L’AGENDA DI APPUNTAMENTI E LASCIARE QUALCHE MOMENTO DI VUOTO

Beh, fortunatamente non ho un’agenda, ma questo suggerimento cerco di seguirlo nel poco tempo libero che ho nel fine settimana, per esempio…

Una cosa che questo saggio signore dice in quest’articolo, e che io ho scoperto di condividere pienamente, è che per vivere bene è necessario imparare a dire anche di no, rinunciando ad essere sempre quello che gli altri si aspettano da noi, ed imparando a prendersi un po’ di tempo per se stessi.

Io per un sacco di tempo questa cosa non sono riuscita a farla: non riuscivo a dire di no, soprattutto agli amici. E, senza neanche rendermene conto, ero diventata l’amica che ascolta e che c’è sempre, quella che in fondo sta sempre bene, quella che non ammorba gli altri con i suoi problemi e quindi è evidente che non ne ha, quella che organizza e propone, che cerca di mettere insieme tutti, che telefona e si fa sentire, che tenta di non perdere mai occasione per coltivare i rapporti.

Ma io tutto questo riuscivo a farlo mettendo un po’ da parte me stessa, ascoltando tutti ma non me. Almeno non quanto in realtà volessi.

Da un po’ di tempo mi sono resa conto che avevo bisogno di più spazio per me e che il ruolo dell’amica perfetta forse non era davvero il mio. Perchè non potevo farci stare anche il fatto nuovo di vivere da sola, di avere due lavori che cominciano il lunedì mattina e mi impegnano tutto il giorno fino al sabato pomeriggio, di avere una vita sentimentale.

Con tutte queste cose, nuove e bellissime, ma anche tanto impegnative, e qualche altra, piccola ma importante lo stesso, ho capito che potevo riuscire ad essere “solo” una buona amica. Perfetta no. E che non avevo più così tanto tempo ed energie per dire sempre di si a tutti.

L’effetto domino non ha tardato ad arrivare. E molte persone, magicamente, sono scomparse.

Ed io stavolta ho fatto quello di cui prima ero incapace: non le ho rincorse.

Perchè, forse, mi sono detta, stavolta era arrivato anche il momento di pensare anche un po’ a me stessa.

Mentirei dicendo che non mi abbia fatto star male notare che, appena ho un po’ mollato, persone alle quali tenevo, tengo e continuo a volere molto bene non si siano fatte più vive; mentirei dicendo che la cosa non mi abbia fatto pensare e mettermi molto in discussione.

Ma mentirei anche se dicessi di essermi sentita in colpa. E non è affatto questione di egoismo o presunzione, ma di cominciare ad ascoltare e conoscere i miei limiti e volermi un po’ più bene, anche a costo di farmene volere un po’ meno da chi al di là di quei limiti non è capace o semplicemente si rifiuta di vedere.

10. SMETTERE DI CONTINUARE A RIPETERSI “NON HO TEMPO”

…questo, al momento, mi riesce davvero difficile..perchè non è che lo ripeta a me stessa come un mantra, ma sono ben conscia che è la realtà e mi pesa. Quello che cerco di ripetermi è che devo solo abituarmi a questi nuovi ritmi e riuscire a trovare il tempo per fare anche quello che mi piace e mi fa stare bene.

Nel frattempo, però, ho lasciato a malincuore il corso di francese a cui tenevo tanto e pure le ripetizioni, perchè proprio non riuscivo a farcele stare se non nei fine settimana…

…ma non avevo tempo…oooopppsss, l’ho detto, accidenti!

Read Full Post »

bruce.jpg … ho un appuntamento con quest’uomo…

Read Full Post »