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Archive for dicembre 2008

Ciao, ciao 2008…

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Facendo le corna e tutti gli scongiuri del caso, questo 2008 devo ringraziarlo moltissimo, perchè è stato un anno di cambiamenti e di scoperte, un anno intenso, carico di emozioni e anche di belle sorprese.

E’ stato l’anno in cui è vero che mi è sfuggita dalle mani una borsa di dottorato senza un perchè plausibile e ho dovuto rivedere un po’ di progetti e capire cosa volessi davvero. Che ancora non lo so, in realtà. Ma è vero anche che, nonostante la rabbia di aver buttato mesi di studio al vento per i capricci di un prof megalomane e delle mie troppe insicurezze, ho superato brillantemente, onestamente e a testa alta l’ostacolo rimettendomi in gioco.

E’ stato l’anno di Dublino e dei colori di Francis Bacon, della sensazione di aver lasciato in questa città qualcosa di me in passato. In un passato passato in cui ero un’altra donna, o magari un uomo, o magari anche un animale o un filo d’erba…chissà.

E’ quest’anno che ho finalmente capito che merito molto più di “sono in un momento particolare della mia vita, c’è un’altra ma tu però…” e che mi sono accorta di non accontentarmi più di mezzi uomini senza carattere nè personalità. E come sono fiera di me!

E’ stato l’anno di Parigi accanto a delle compagne di viaggio capaci di assaporarne con me ogni istante ed angolo; l’anno che mi ha concesso il piacere di ascoltare le lezioni di una prof capace di trasmettere passione ed entusiasmo, di perdermi tra le ninfee dell’Orangerie e nel maggio francese, di passeggiare per il Marais e sentirmi davvero fortunata. Un viaggio importante, che non sarebbe potuto essere migliore.

E’ stato l’anno che ha portato in Canada il mio amicofratello che mi manca molto, ma che è stato anche pieno di persone, come sempre per me, e di nuove ed importanti amicizie.

E l’anno di un nuovo lavoro, che non mi piace nè mi soddisfa, ma che mi servirà sicuramente per fare meglio in futuro.

Ma soprattutto è stato l’anno che, insieme al caldo di agosto, ha portato accanto a me una persona che ha sempre il sorriso negli occhi e sa migliorarmi la vita. Moltissimo.

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…certo che a volte un sano “MAVVAFFANCULO!” ci starebbe proprio bene e quanto sarebbe liberatorio… Ma mica sempre si può. Per esempio io stamattina non ho potuto dirlo.

Ma i miei occhi si. Eccome.

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Durante la mia pausa pranzo ho passeggiato tra i banchi di un mercatino natalizio e ho incontrato un signore con la faccia bruna e affascinante e gli occhi buoni e scuriscuri che mi piacciono tanto.

Questo signore fa l’apicoltore. E gli piace parlare di quello che fa. E a me è piaciuto ascoltare. Perchè è bello parlare con qualcuno che racconta con passione quello che fa, che ama il suo lavoro. Ed è ancora più bello quando quel lavoro ha a che fare con la terra, con le cose che si toccano e profumano, con le cose che vivono.

E poi, col mio cucchiaino, ho assaggiato il miele d’acacia, quello di castagno, quello di bosco (che mica lo sapevo che era raro e prezioso perchè lo producono delle api speciali, e che è ricchissimo di ferro, quello neanche lo sapevo), e poi il miele di eucalipto che deve andare fino giùgiù in gola per assaporarlo davvero, perchè sulla lingua non ha mica lo stesso sapore. E poi ho anche assaggiato delle caramelle e delle gocce di miele buonissime e zuccherose.

E mi è passata un po’ la tristezza che avevo, parlando con il bruno apicoltore e assaggiando quello che lui fa con mani, passione e occhi contenti. E mi è anche venuta voglia di fare qualcosa che mi piaccia davvero.

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Pensavo all’ultima, brillante uscita di quelgrangenio del mio amico Brunetta.

Devo dire che col tempo sto piccolo ministro va maturando idee alla sua altezza: mandiamo le donne in pensione alla stessa età degli uomini. Ma si, facciamolo! Così, con la faccia tosta che ci vuole, possiamo anche sostenere di agire in nome della tanto agognata uguaglianza tra i sessi. E col raggiungimento di questa pariopportunità renderemo felice anche la ministra Carfagna, che magari la smetterà di portarsi a spasso quello sguardo terrorizzato.

Invece noi donne non ministre, noi donne normali, non saremo contente. Per niente.

Perchè, oltre al danno, non ci va di subire anche la beffa. Perchè chiedere l’uguaglianza per l’età della pensione e non sentire alcun bisogno di annullare prima la grande diseguaglianza che esiste ancora nel lavoro, a me sembra un insulto. E’ vero che noi donne viviamo di più, ma la nostra vita lavorativa è più breve, le nostre retribuzioni sono inferiori e gli anni di contributi accumulati anche. Il nostro lavoro è molto spesso precario e le condizioni alle quali rientriamo, o tentiamo di rientrare, a lavorare dopo la maternità, troppo spesso mortificanti.

E mi permetto anche di ricordare a quelgrangenio del mio amico Brunetta che la pensione anticipata di qualche anno rispetto a quella degli uomini vuole essere una compensazione del doppio lavoro che molte donne si trovano a svolgere ed il tentativo di risarcimento per la mancanza di servizi e l’abbondare degli svantaggi con i quali convivono quotidianamente.

Ma mi rendo conto del fatto che anche pensare e parlare possano essere ritenute da molti attività troppo impegnative e gravose da conciliare…

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Ci vuole un’idea…

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Nuovo job, nuovo stipendio…ammazza che amarezza!

Allora dico che bisogna inventarsi qualcosa…di legale, ma qualcosa. Ed ho bisogno di proposte geniali, di sentire che attorno ho fumanti, ferventi, frizzanti menti solidali…ma soprattutto necessito di un’idea che mi tiri VERAMENTE su di morale.

…dai, che non mi va di lasciarmi andare nè all’amarezza, nè all’incazzamento…che pure sta soddisfazione non gliela dò!

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nonna1.jpgGrazie all’aiutante di Babbo Natale, il mio portatile ha finalmente un senso!!!

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Mi ricordo dove, ma poi il come mica tanto…sarà che le amicizie, quelle che contano davvero, nascono così, senza essere aiutate da particolari eventi o circostanze.

Fatto sta che ci siamo trovate. E ancora mi sorprendo del fatto che possano esistere legami tanto speciali e sinceri. Eppure ci sono. E ci sei tu.

E non conta che siamo diverse e che a volte è capitato di non capirci, perchè anche le capocciate che ci siamo date sono servite ad incastrarci di nuovo in un bell’abbraccio dei nostri.

Buon compleanno, amica mia, ti voglio proprio tanto bene!

(pssss, mica ho sbagliato giorno: è che tomorrow il pc nun lo vojo manco vede’!)

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“Il loro era un grande amore. Ma tutti amano senza accorgersi della straordinarietà del loro sentimento. Per loro, invece, e in questo erano una rarità, gli istanti in cui, come un alito d’eternità, nella loro condannata esistenza umana sopravveniva il fremito della passione, costituivano momenti di rivelazione e di nuovo approfondimento di se stessi e della vita”.

Boris Pasternak, Il dottor Zivago

Apperò! Un momento di romanticismo che mi ci voleva proprio. E come è vero.

Ci penso spesso. E ne parlavo proprio l’altra sera col mio amico antimondano in una telefonata di quellebelle che ti rimettono un po’ in pace i pensieri.

Delle cose preziose bisogna rendersene conto, dei momenti speciali anche, delle persone che ti migliorano la vita, di quelle cose piccole che in realtà sono importantissime perchè reggono tutto il resto che, anche se porta via sempre troppo tempo ed energie, è solo contorno.

Io mi rendo conto di avere la gran fortuna di accorgermene. E di saper assaporare davvero quello che di bello mi capita. Forse perchè quei momenti preziosi li ho fortemente desiderati e, quando mi sono mancati, quel vuoto l’ho sentito davvero.

Le cose belle bisogna dirsele, e se c’è bisogno anche gridarsele, perchè non è vero che non è necessario e che è tutto sottinteso. Perchè le cose belle ognuno di noi vuole sentirsele dire e ripeterle a se stesso ogni volta che ne ha bisogno, ogni volta che è una brutta giornata, ogni volta che sentirsi soli pesa più del solito. Perchè le parole sono importanti e vanno usate, donate, non tenute per sè, lasciate appassire.

Di parole belle bisognerebbe essere generosi, e saremmo più nudi, esposti e vulnerabili, certamente, ma anche più in contatto con noi stessi e con il prossimo. Che forse è quello che davvero conta.

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Stamattina mi sono svegliata con la mente popolata da mille pensieri bui, ma poi, appena aperto il giornale, mi sono risollevata: “Lo psiconano cambia la Costituzione!”. Così ho deciso che oggi anch’io voglio partecipare a “Fantademocrazia”, il reality-show in cui la sola regola è fare tuttoquelchecazzotipassaperlatesta.

Sarà un’ottima, splendida, irripetibile giornata. Perchè l’unica concorrente sarò io e non potrò che vincere attimi di puro godimento.

Comincerò facendo la fiancata a tutte le auto parcheggiate barbaramente nella mia strettissima via perchè, come Hausmann a Paris, voglio ampi boulevards per poter passeggiare liberamente!  E ci metterò solo un attimo per arrivare a destinazione perchè passerò con tutti i semafori rossi, sui vecchietti e le carrozzine che si attrdano sulle strisce pedonali e tamponerò volutamente e ripetutamente ogni Smart che mi capiti a tiro. E non potranno nè denunciarmi per la prima bravata nè multarmi per la seconda, perchè oggi facciocomecazzomipare.

Arrivata al lavoro, dopo una megacolazione calorica che durerà quel che ci vuole, tanto oggi non ingrasso neanche di un grammo nè ho un orario da rispettare, chiamerò i miei colleghi per dire loro che non li digerisco e congederommi con un sonoro PPPPPRRRRRRRRRRRR alla Sordi.

Andrò in giro a fare e comprare bizzarrie, tanto oggi dispongo di un budget illimitato, e poi al cine a vedere “Happy go lucky” che mi ispira tantissimo, perchè anch’io sono una portatrice insana di felicità come Poppy ed Amelie messe insieme.

Nel pomeriggio, invece, farò la Ministra di questoequello, diventerò un genio della matematica, troverò un lavoro che mi piace ed avrò un viso riposato; toglierò una manciata di trasmissioni alla De Filippi tanto per togliermi lo sfizio di accendre la tivvù e vedere un programma decente, e lo stesso farò con Ferrara e Feltri cui regalerò un eterno viaggio premio in Mali (che con Ferrara metà della popolazione ce la sfamiamo pure).

E per la serata…devo pensare a qualcosa di grandioso…si accettano consigli…pubblicabili, naturalmente!

 

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